in Tra le righe

Da anni mi diletto con la fotografia. Non che sia chissà quale talento nel far foto. Sono solo quello del gruppo con la pazienza e la voglia di dedicare tempo ad immortalare ricordi. Forse perchè ho paura di dimenticare. Ma oggi mi rivolgo a chi sta di fronte all’obiettivo.

Io non sono un fotografo. L’avere una macchina fotografica con gli obbiettivi intercambiabili non mi rende tale. Sono un foto-amatore. Il concetto è semplice.. mi piace il rumore dell’obbiettivo quando scatto una foto. Mi piace arrivare a casa e scaricare centinaia di foto sul mio computer, e scorrerle tutte, trovando quei dieci scatti bellissimi che valgono moltissimo. Non in termini di tempo o soldi, in termini di ricordi. Perché niente è bello come le nostre espressioni catturate in un istante eterno. Poche cose son soddisfacenti come sentirsi dire “Le tue foto della mia laurea sono stupende.” So bene che ormai la reflex la abbiano in molti, per alcuni la hanno in troppi. So bene che usando impostazioni automatiche si possono ottenere degli scatti molto belli e so anche che tutti noi abbiamo almeno un amico o amica che si spaccia per il fotografo dell’anno solo perchè ha l’ultimo modello di macchina fotografica, e che questo amico/a si atteggia e pavoneggia, fa l’esperto e diventa pesante. Ma a tutti voi, amici di gente con una reflex in mano, do un consiglio a cuore aperto. Lasciateli fare. Poche cose sono tristi come la frase “no dai non farmi la foto che vengo male”. Lasciateli fare. Lasciateli acquisire esperienza, lasciate che vi rubino l’anima e la catturino in un sensore digitale. Lasciate che vi guardino e vi studino, e vi apprezzino per i vostri difetti, enormemente evidenti attraverso l’obbiettivo. Lasciate che scattino mille foto. Tra quelle mille, una, sicuramente, sarà perfetta. Quella foto perfetta ve la faranno avere, e voi la stamperete e la incornicerete, e poi un giorno la mostrerete ai vostri nipoti che vi diranno che eravate bellissimi da giovani.

Ricordo in una foto

Ricordo in una foto

Voi riesumerete ricordi che avevate dimenticato di custodire. Quell’unica foto sarà l’unico scatto che ricorderete, non ci saranno gli altri mille, orribili, esagerati e stupidi immortalamenti. Ci sarà soltanto un’unica foto. E ne sarete soddisfatti. Quando l’autore o autrice entrerà in camera vostra e vedrà uno, due, cento vostri momenti, vostri volti, vostri ricordi che lui ha collezionato per voi, sarà per lui una gran soddisfazione, perchè in qualche modo, forse, resterà parte della vostra vita per sempre. E viceversa. Lasciate che l’arte si esprima. In ogni sua forma, anche la più assurda. Se non la capite, se via annoia, se in quel momento vi disturba perchè siete timidi, siete imbarazzati da un obbiettivo che vi fissa, lasciate che accada quello che deve. Non opponete resistenza. Magari è arte digitale, magari è l’arte che crea un cip e non un vero artista. Ma sarà comunque un ricordo genuino, che non potrà essere digitalizzato né traviato. Non negate a chi vi inquadra, l’opportunità di crearvi un ricordo. Mai.

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