in Tra le righe

Ho guardato Oblivion circa una settimana fa. E in tutto questo tempo ho cercato un modo per recensirlo senza svelarvi troppo del film e non rovinarvelo. Non l’ho trovato. Quindi quello che state per leggere è un maxi spoiler di Oblivion.

Trovare nuove intrecci con cui soddisfare l’appetito degli spettatori è un lavoro sempre più difficile. In un intervista un noto editor letterario italiano ha esternato un pensiero per me illuminante: “I ragazzi di oggi cresciuti con Shrek e Alla ricerca di Nemo sono molto più difficili da accontentare rispetto a una generazione precedente cresciuta con Biancaneve e i sette nani o Cenerentola”. (Non è una citazione testuale nda).
E la fantascienza è un genere trito e ritrito spesso ci si affida a sequel piuttosto che inventare una nuova realtà futuristica.
Oblivion è un film che si merita un 7 per effetti speciali, scenografie ed effetti sonori, ma un misero 5 per la trama.
É un patchwork di diversi altri film di fantascienza di successo.
Siamo sulla Terra dopo una guerra con una specie aliena ostile. Abbiamo vinto noi, ma gli alieni hanno distrutto la Luna, quindi sul pianeta si sono abbattuti eventi atmosferici tali da impedirci di sopravvivere. Gli umani si son trasferiti su Europa un satellite di Giove.
Sul pianeta sono rimaste solo due persone. Jack interpretato da Tom Cruise, e Victoria interpretata da Andrea Riseborough.
Loro vivono in un loft in cima al mondo, da cui Jack decolla per fare manutenzione ai droni.
I droni proteggono delle “idroturbine” che generano energia dall’acqua del pianeta, prosciugandolo, energia destinata alla colonia su Europa.
Victoria è il supporto a terra di Jack, tipo una torre di controllo.
Ma la vera torre di controllo orbita intorno al pianeta, il Teth, una gigantesca stazione spaziale a forma piramidale che fa da centro operativo per le operazioni dei due a terra.
La loro missione sta per finire, ma qualcosa va storto. Un nave umana si schianta sul pianeta, richiamata da un segnale radio trasmesso da quello che un tempo era l’Empire State Building.
A mandare il segnale non sono stati gli alieni sopravvissuti alla guerra, ma degli umani che ancora abitano il pianeta e che conoscono la verità.
La verità che non c’è stato nessun alieno, ma solo un invasione da parte di un automa. Il Teth stesso.
Il Teth ha clonato Jack e Victoria, prima per fargli invadere la terra, poi per fare manutenzione ai droni. E non sono due. Ma molti di più. Il pianeta è stato diviso in zone, in ogni zona c’è un Jack e una Victoria. Ogni coppia è tenuta separata dalle altre con la scusa dell’inquinamento da radiazioni, un finto confine tra zona sicura e zona pericolosa fa in modo che non si incontrino.
Jack scoprirà la verità, e scoprirà che in realtà lui aveva una vita e una moglie prima che la memoria gli fosse cancellata, scoprirà che è il suo volto quello dell’invasore della Terra, che non c’è alcuna colonia su Europa e che deve sacrificarsi per spazzar via il Teth e restituire il pianeta agli umani.
La storia sarebbe carina e affascinante se non fosse che, i cloni ignari di tutto che aspettano la meritata ricompensa per il loro duro si sono già visti in Moon, capolavoro per quanto mi riguarda.
La nave umana che si schianta è piena dei colleghi di Jack e Victoria, la cui missione era scoprire cosa fosse questo oggetto che si stava avvicinando alla Terra, per poi esserne ingoiati, Jack era riuscito a sganciarli e salvarne la maggior parte tra cui sua moglie, tutti nel sogno spaziale che ricorda molto Alien.
Una forza ribelle c’è praticamente in ogni film di fantascienza, strano che il loro capo sia molto teatrale e di colore, interpretato da Morgan Freeman, il che ricorda alla lontana Fisherborn di Matrix con l’occhiale tondo e i discorsi criptici.
I droni che girano e uccidono gli umani, ricordano quelli di Star Wars, tondi, ma con l’aspetto di Eve di Wall-e.
Infine la testa nucleare super potenziata che è destinata a far saltare in aria il Teth, ricorda molto il piano di Stargate, con l’aggiunta della sequenza in cui è Jack a bordo del suo velivolo a portare l’arma all’interno del Teth, praticamente identica all’ingresso dei Will Smith e Jeff Goldblum in Indipendence Day a bordo della navicella aliena.
E non è la prima sequenza che ricorda altri film, infatti quando Jack diserta mentre prende coscienza della verità, il Teth gli mette alle calcagna qualche drone, e lui sfugge grazie alle sue doti di pilota, infilandosi in un canyon a tutta velocità, manovra che ricorda molto la discesa di Luke Skywalker nell’attacco alla morte nera.
E il Teth? Come ho detto è un’enorme piramide orbitante, che trasmette voce e video a terra sfruttando le ultime comunicazioni che il vero Jack e la vera Victoria hanno ricevuto dalla terra prima della cattura, ripetendo ogni giorno le stesse cose. Ma dall’interno è un luogo immenso che ricorda molto le astronavi di Indipendence Day, ma il cui centro nevralgico è uguale a Hal 9000, l’intelligenza artificiale che impazzisce in 2001 Odissea nello Spazio, un enorme pallino rosso luminoso, inquietante ma già visto.
Insomma effetti speciali, sequenza veloci e adrenaliniche, ma poca novità.
Abbiamo già visto tutto quello che questo film ci mostra. Nessuna nuova verità, nessuna nuova idea, ma solo la fusione di più film.
Non mi sorprende, dopo tutto come Kirby Ferguson insegna, “Everything is a remix”.
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Commento

  1. Confermo in pieno tutta la tua ottima recensione aggiungo solo che questo film minestrone oltre tutti i film che hai citato riprende anche il pianeta delle scimmie (il rientro degli astronauti su una terra ormai devestata)e l'esplosione del Teth oltre che stargate è identica a indipendence day, anche la coppia dei due (un nero e un bianco) che inizialmente volevano sacrificarsi, poi invece si salvano. Un film che per un amante della fantascienza non dice nulla. Peccato.
    Alessio.