in Self Improvement

Se ne sente parlare sempre più spesso nei libri, sui blog e post sui social. Il pensiero positivo. La pietra angolare per il self improvement. Peccato che questo concetto sia frainteso di continuo. Vuoi imparare a pensare positivo? Devi prima sapere cosa significa.

Chiunque abbia un computer o abbia visto un film recente o sia comunque immerso nel mondo e non sia un monaco in ritiro spirituale sulla montagna ha sentito l’espressione “pensiero positivo” almeno una volta. Chi invece ha approfondito una qualche filosofia new age o un percorso di auto miglioramento, abbia letto libri o visto film sull’argomento, avrà sentito parlare di questo famigerato modo di pensare dozzine e dozzine di volte. Il problema? Il problema è che l’aggettivo “positivo” è una parola ambigua. Ambigua nel senso che può avere più di un significato. E questo crea un gran fraintendimento. Il risultato è che il concetto di pensiero positivo viene interpretato come una “magia” da chi non è interessato all’auto miglioramento, e interpretato male da chi invece cerca di cambiare la propria vita. I diversi significati di “positivo” creano confusione e distraggono dal vero cuore del concetto. Volete pensare positivo? Iniziate dalla grammatica!

“Positivo” secondo il vocabolario

Se cercaste il termine “positivo” su un dizionario online trovereste moltissimi significati. Dal significato aritmetico (numeri positivi e negativi), alla fisica (polo positivo e polo negativo). I due significati che ci interessano nell’ambito del self improvement o se volete dell’auto aiuto, nell’ambito della crescita personale, sono i seguenti.

Positivo: dal latino “positivus”, che viene pone.

Positivo: privo di negazioni, sinonimo di affermativo.

I due significati sono affini e si sfiorano a vicenda. L’equivoco principale nasce dal fatto che tra i significati di positivo, che (attenzione) i due precedenti non escludono, troviamo quello di “contrario di negativo”. Quando si legge o si sente l’espressione “pensiero positivo” non si sta facendo riferimento a un pensiero “buono” (e quindi, bello, felice, gradevole, giocondo). Il punto non è pensare come un pony rosa nel mondo dello zucchero filato! Quando un life coach o un manuale di crescita personale usano questa espressione non parlano di cambiare i propri pensieri da “brutti” a “belli”. Questa sarebbe una presa in giro. Immaginate: siete in un periodo difficile, in un periodo faticoso, vorreste far qualcosa per migliorare la vostra situazione e arriva il cazzo di guru del momento che dice “ma dai fai pensieri belli che andrà tutto bene vedrai!”. E tu dopo questa frase hai solo voglia di fargli ingoiare una padella a furia di sbattergliela in faccia. Pensare positivo non significa fare solo “bei” pensieri significa qualcosa di più.

Immagine di fili d'erba

Anche il termine “erba” è ambiguo al giorno d’oggi……..

Pensiero positivo = pensiero che pone

Il primo significato di questa espressione su cui focalizzare l’attenzione è quello collegato al verbo “porre”. Un pensiero positivo è tale quando pone in essere qualcosa. Per chi ricorda un po’ di filosofia del liceo arrivare al concetto sarà facile pensando alla differenza tra diritto naturale e diritto positivo. Il diritto naturale è quello che, secondo alcuni, esiste in natura che si contrappone al diritto positivo vale a dire quello creato dall’uomo.

Concentrandoci su questo concetto la prospettiva cambia. Non si parla più di fare bei pensieri ma di porre in essere, e quindi creare, un concetto con un pensiero. E questo ci porta al secondo significato.

Pensiero positivo = privo di negazioni

Il pensiero è colloquiale. Nella nostra testa tutti abbiamo una voce che “parla” di continuo. Quindi il nostro pensiero oltre ad esprimersi con ricordi, emozioni e immagini, si esprime con un discorso, e il discorso è per definizione fatto di parole.

Ora un pensiero positivo per poter “porre” in essere un concetto deve essere privo di negazioni. Vale a dire essere formulato in forma affermativa.

Recinzione che non oscura il panorama

Negare un panorama che non ti piace non sempre ti impedisce di vederlo

Pensiero positivo, la vera essenza

È perfettamente chiaro che i due significati sono strettamente collegati tra loro. Il miglior modo per porre un concetto o un idea è attraverso una affermazione di quel concetto o idea. E quindi nella pratica?

Prendiamo un esempio banale. Avete appena preso una multa per divieto di sosta. Una bella seccatura perchè oltre a dover sborsare soldi dovete trovare il tempo per andare a pagarla. E poi quella multa non la meritavate, potevano chiudere un occhio e lasciar correre. Il primo pensiero che balza alla testa è “Non voglio la multa”. Questo è un pensiero negativo, è espresso in forma negativa con la negazione “non” e non afferma cosa volete ma afferma ciò che non volete, focalizza le vostre energie su qualcosa che non desiderate e non su quello che vorreste. Continuiamo con la storia: magari avete fatto un corso di crescita personale, o avete ascoltato un podcast o visto un video. E allora pensate, e sbagliate, che la soluzione sia annullare il pensiero “non voglio la multa” e sostituirlo con il pensiero “che bella cosa la multa!!!”. Niente di tutto questo. Chi è quell’idiota che è felice di dover pagare una contravvenzione? Non ha senso! Non si parla di prendersi per il culo e raccontarsela. Non si parla di evadere dalla realtà. Il pensiero positivo è tutt’altro.

Il pensiero positivo è:

  1. Accettazione: ormai hai preso la multa, fattene una ragione, vai avanti e affronta la situazione.
  2. Responsabilità: i casi sono due. O hai parcheggiato male e ti meriti la multa oppure non la meriti e quindi c’è un errore.
  3. Volontà: prendi una decisione su come agirai e la affermi

Quindi se non meriti la multa, il pensiero “non voglio la multa” verrà sostituito con “farò ricorso per farla annullare”.

Se invece la meriti il pensiero sarà “pagherò la multa”.

In entrambi i casi siamo di fronte ad affermazioni. Affermazioni che chiarificano la propria posizione, o sono nel giusto o in errore.

Affermazioni che non negano la realtà o comunque non cercano di cambiarla in qualcosa di impossibile: ormai la multa l’hai presa, non puoi cambiare questa realtà neanche negando che la vuoi.

E in ultimo chiarificano quale sia la tua volontà in merito. Chiarificano quale sarà l’azione che intraprenderai per risolvere la situazione.

Il pensiero positivo quindi non ha niente a che fare con il pensare sempre bene di tutto. Certo, il formulare pensieri “belli” è sempre meglio che formulare pensieri brutti. Sempre meglio pensare “sono una persona fortunata perchè…..” piuttosto che pensare “la mia vita fa schifo perchè…..”. È sempre meglio concentrarci e focalizzare l’attenzione su ciò che ci fa stare bene, ma questo non significa ignorare i problemi della vita e nasconderli sotto il tappeto.

Il pensiero positivo consiste nel prendere una posizione, porre in essere una decisione, un concetto, un’idea che determina il nostro agire affermandolo.

Non si fugge. Si decide chiaramente come si agirà. Questo è il punto. Non si tratta di raccontarsi frottole, di guardare il lato bello della vita ignorando quello brutto, non si tratta di dare attenzione a solo la metà della propria esistenza. Si tratta di smetterla di opporre resistenza a ciò che non ci fa stare bene. Si tratta di sostituire la fatica della resistenza con l’abilità di agire sul problema e non contro il problema.

Il pensiero positivo è smettere di spingere la montagna e iniziare a scalarla.

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