in Tra le righe

Gli italiani sono i campioni mondiali in fatto di stile. La cosa non è in discussione ma è un primato sempre più minacciato da alcuni poco preparati in materia. Volete avere stile? Iniziate a seguire questi 10 consigli.

Dicesi stile il complesso delle scelte e dei mezzi espressivi che costituiscono l’impronta peculiare di una scuola, di una tradizione letteraria, musicale o artistica e specialmente della personalità dell’autore.

O almeno questo è quello che risponde Google quando gli si chiede una definizione di “stile”. Assumendo che sia corretta spicca il fatto che si tratti anche e sopratutto di una scelta. La lunga e gloriosa tradizione italiana in fatto di stile è minacciata da scelte sbagliate e ignoranza dei fondamentali da parte di fin troppi connazionali, circostanza inaccettabile. Abbiamo una reputazione da difendere e dunque eccovi 10 diktat in fatto di stile.

1. Taglia

Mai e poi mai comprare e indossare un capo che non sia esattamente della propria taglia. Non importa quanto vi piaccia o quanto sia scontato, non importa se è quello che avete sempre cercato e neanche se quel particolare pezzo di abbigliamento sia appartenuto a un venerato musicista defunto. O è della propria taglia o non lo si indossa.

Mai strizzarsi in capi troppo attillati, sopratutto se non si ha il fisico per poterselo permettere. Mai indossare capi troppo grandi sopratutto se non si ha l’altezza per poterselo permettere.

È ammesso comprare capi leggermente fuori taglia con l’impegno inviolabile di poi andare da un bravo sarto a far sistemare il tutto.

2. Calze

Il calzino bianco è bandito dal territorio italiano sin dai tempi di Giacomo Casanova.

Non si compra mai e non si indossa mai, neanche per stare in casa.

Ammesso usarli in caso di bufera di neve durante un’apocalisse zombie per salvarsi dall’ipotermia. Ripeto: usarli, non indossarli. Il calzino bianco in caso di detta catastrofe va impiegato quale combustibile per accendere il fuoco e alimentarlo. Nessun altro uso è consentito. I calzini di ogni altro colore devono essere coordinati con l’abbigliamento. È concesso usare colori sgargianti e trame o decorazioni stravaganti. Il calzino non è mai indossato se è bucato, nel qual caso può essere fatto rammendare, non più di una sola volta, dalla nonna o altra figura esperta. Ogni anno chiedere a Babbo Natale nuove calze e calzini per garantire un turn-over nel cassetto della biancheria.

3. Camicia

In questo caso la regola numero 1 è ancora più ferrea: la camicia o è della propria taglia o non la si prende neanche in considerazione.

È obbligo di ogni italiano di genere maschile avere almeno due camicie bianche, di cui almeno una di lino, e una camicia azzurra. Le camicie a maniche corte sono bandite al pari del calzino bianco, in nessuna circostanza infatti un uomo che possa definirsi tale indosserà una camicia storpia, amputata delle due maniche. Per quanto attiene questo capo, il numero non è mai sufficiente, si compra una nuova camicia ad ogni occasione possibile. L’indossatore esperto si compra almeno una camicia su misura, possibilmente dal sarto, in assenza di finanze sufficienti ricorrendo a servizi online.

4. Igiene

Trattasi del suolo su cui si ergono gli altri pilastri dello stile. L’igiene è elemento fondamentale per ogni essere umano degno di questo nome.

È doloroso dover sottolineare questa regola ma ancora oggi, nell’anno domini duemilaediciassette, alcuni ritengono che una pulizia corporea superficiale sia sufficiente.

Onde evitare equivoci, sia ben chiaro che lo spazio tra le dita dei piedi, dietro e dentro le orecchie, le unghie e i denti sono tutte parti fisiche necessitanti di approfondita pulizia al pari delle altre. Il detto “l’uomo ha da puzzà” è una delle prove che le bufale circolavano ben prima dell’avvento di internet. L’uomo non porta mai le unghie lunghe. Se avesse un difetto fisico per cui non potesse accorciarle, l’uomo si amputa l’ultima falange di ogni dito. In presenza di piccole imperfezioni, che colpiscono ogni essere vivente, tra i quali pelle grassa, capelli secchi o unti, e via dicendo, ci si consulta con esperti del settore chiedendo consigli e acquistando prodotti, possibilmente naturali, atti a contenere detti difetti. Al bando l’eccesso di cura personale al pari della trascuratezza.

5. Trucco e cosmesi

La donna può truccarsi in dose leggera per sottolineare i pregi dei propri lineamenti. L’uomo truccato deve rimanere nei limiti del proprio orientamento sessuale, non causando spiacevoli equivoci abusando di cosmetici. Non si tratta di eterofobia ma di rispetto delle prerogative altrui. La donna inoltre provvede con cadenza regolare, in funzione alla propria biologia, a rimuovere i peli superflui da viso, gambe, ascelle e se necessario braccia. La donna che decide di non adeguarsi a detta regola è responsabile delle proprie azioni e ne accetta le conseguenze. In questo caso non si tratta di sessismo ma ancora una volta di rispetto delle prerogative altrui. Il fenomeno sociale conosciuto come french alle unghie è tra le principale cause di morte per dissenteria ed è sotto stretta sorveglianza dell’OMS.

6. Accessori

La donna si adorna di accessori in numero minimo sufficiente per completare il look. Evitare oggetti di pacchiana grossolanità o di eccessive dimensioni. Per quanto riguarda l’uomo, purtroppo il fattore discriminante è l’altezza. L’uomo alto può permettersi di indossare un numero di accessori, quali anelli e bracciali, superiore rispetto all’uomo basso. Esiste un limite preciso al numero di accessori indossabili da un uomo, superato il quale, la probabilità di avere rapporti sessuali occasionali crolla, raggiungendo un valore talmente vicino allo zero da essere oggetto di studi del MIT. Ogni uomo ha almeno un orologio non digitale, un paio di bretelle e almeno una cravatta di colore nero. Essendo il sorriso l’accessorio più importante, ogni italiano si reca periodicamente dal dentista per sedute di detartrasi, pulizia, sbiancamento e lucidatura dei denti. Per periodicamente si intende almeno due volte l’anno a cadenza regolare. In nessun caso il croficifisso d’oro è indossato platealmente in pubblico.

7. Scarpe

Il sintagma “scarpe da ginnastica” indica precisamente lo scopo cui dette calzature sono idonee: l’attività fisica. Considerare detta tipologia appropriata ad ogni circostanza non è innocente, è grave mancanza di buonsenso. Le così dette sneaker sono ammesse solo laddove non siano in palese contrasto con il look. Le donne hanno più campo libero rispetto agli uomini. L’uomo sceglie consapevolmente di possedere almeno una scarpa oxford o derby, brogue o no, acquistate in corredo inseparabile con la cintura. Le scarpe vengono lavate o lucidate regolarmente. Sono ammesse scarpe bianche per uscire o giocare a tennis, ammesso che si tratti di un modello sportivo e siano davvero bianche e non un colore indefinito causa sporcizia. La scarpa “elegante” bianca è segno di maleducazione, sopratutto nel Regno Unito dove viene associata ad ambienti malavitosi.

8. Profumo

Il profumo è un’altro accessorio, come tale non se ne deve abusare. È delicato per le donne, mentre l’uomo può affiancare al profumo il dopobarba. La scelta del profumo è strettamente personale pertanto non è oggetto di regalo tranne in caso di acquisto “a colpo sicuro”. Occorre vaporizzare nelle zone, quali polsi e collo, dove i vasi sanguigni sono più in superficie e quindi scaldando il liquido permettono l’evaporazione. È buona norma approntare una lieve spruzzata dietro la nuca e sui vestiti all’altezza del torace. Il deodorante non è un sapone né un profumo. È concesso sovrapporre un deodorante neutro ad un profumo al solo scopo di limitare la sudorazione. Impiegare il deodorante al posto di una dignitosa eau de toilette è raccapricciante e menzionato nell’opera “Inferno” di Dante Alighieri, il cui stile è tutt’oggi indiscusso.

9. Eccessi

Saltuariamente è concesso esibire look eccentrici e esagerare con un qualche elemento. Vedasi occasioni a tema quali cena in bianco o simili. L’eccesso va sempre contenuto nei limiti del buonsenso. La ragione, anche in fatto di stile, è la chiave per giungere all’illuminazione. Il Buddha selezionò infatti un look che si confacesse alla sua figura e mai apparì in maniera meno dignitosa di quanto ci si aspettasse. Nessuno tra l’altro lo accusò mai di banalità. La scelta di alcuni individui rinomati, quali Mark Zuckerberg o Steve Jobs, di apparire in pubblico indossando sempre gli stessi indumenti, al fine di risparmiare tempo ed energie, può apparire una buona idea. Urge però sottolineare che dette persone non indossano sempre gli stessi capi. In verità vi dico, posseggono più capi identici che indossano a rotazione. In secondo luogo, che ci sia una valida ragione per cui è per voi fondamentale risparmiare i 7 minuti serali necessari alla scelta del look, che giustifichi il vostro indossare sempre gli stessi abiti. L’estrema povertà non è tra dette ragioni condonanti.

10. Personalità

Lo stile è personale. Mettetevelo in testa. Non si tratta di moda ma di poche regole ferree. Lo stile non descrive chi siete ma evoca la vostra personalità. Che sia nell’abbigliamento, nel portamento o nel esprimersi tutti hanno un proprio stile. Più o meno raffinato, più o meno consapevole. Siate voi stessi. Non sopprimete la vostra natura, il vostro estro. Qualche cantonata lungo il percorso la prenderete. Ma almeno l’avrete presa con stile.

LTR

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