Diario di un praticante. Galoppando verso l’esame.

Essere un praticante avvocato sta mettendo a dura prova la mia determinazione. Ci sono delle mattine in cui mi alzo e mi chiedo “perchè lo faccio?”. Sarebbe inutile girarci intorno, e quella che leggete è più una confessione che una lamentela. Mi guardo intorno e vedo i miei amici che comprano casa, mettono su famiglia, comprano la prima auto o programmano un viaggio in qualche luogo sperduto e paradisiaco. Io guardo al mio immediato futuro e mi accingo ad un agosto fatto di studio intenso in vista degli scritti. Poi guardo sul medio termine e vedo un autunno-inverno di simulazioni d’esame alla scuola forense e un dicembre super intenso. Prima l’attesa, poi gli scritti e poi il senso di colpa per aver dimenticato qualche regalo di natale.. ahimè l’esame distrae.

Non parlo d’altro e non penso ad altro. L’esame e la carriera, faticosa e piena di responsabilità che il successo potrebbe portare. Vivo con metà cervello occupato dall’esame e l’altro dalla vita, dal lavoro. Agosto senza scadenze. Sembra una boccata d’ossigeno. Non vedevo l’ora e non vedo l’ora di poter pensare ai miei libri alle mie sentenze. Voglio arrivare a dicembre con la coscienza pulita, con la serenità di aver dato tutto quello che potevo dare. Scrivo forse più per convincere me stesso e motivarmi che per coinvolgere voi, se mai qualcuno leggerà queste parole alla rinfusa. Sono un praticante avvocato, dov’è finita l’aulica? Dovrei essere ricercato nel dirvi che sono disorientato e questo mondo, questa vita che ho scelto, mi sembra ogni giorno più affollata da squali che da colleghi o futuri tali?

Ho parlato con tanti avvocati. Tutti confermano, l’anno degli scritti è tosto, arrivi alla fine che sei stravolto. Resistere alla stanchezza è una dote necessaria per poter reggere alla ventesima ora, quando alla fine rileggi l’atto che speri ti porti all’orale. E confermano, i primi dieci anni devi lavorare tanto, troppo, perchè è una vita di gavetta. 
Perchè lo faccio? Me lo chiedono e me lo chiedo.

La risposta non la ho. Testa bassa, mente sull’obbiettivo. Alla fine è solo un esame. E se ci sono tanti avvocati in giro vuol dire che alla fine in tanti lo hanno passato sta dannata abilitazione.

Arrivato fin qui, sarebbe follia mollare e non tentare. Perchè solo chi non tenta e si arrende fallisce davvero.

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Nascita di un metodo per il praticante avvocato

Riflettevo sul “mio” metodo di gestione del lavoro. Tanto per cominciare perché, riflettendoci, mi sono accorto di chiamarlo e considerarlo un metodo gestionale ritagliato sul praticante e (si spera) sull’avvocato e non un metodo di lavoro. Il lavoro, quello vero, quello che fa l’avvocato, lo sto ancora imparando e continuerò a impararlo anche dopo aver conquistato il titolo. Ma sto divagando.

Il “mio” metodo a ben vedere non è mio. Non potrebbe essere altrimenti. Kirby Ferguson nel 2010 lancio il primo video della serie di tre “Everything is a remix”, con cui ha argomentato con successo che la vera creazione, l’innovazione dal nulla, non esiste e la vera innovazione consiste in un nuovo modo di remixare traguardi raggiunti da altri.

Senza vergogna riconosco che ho tratto molto del mio metodo da autori ben più preparati di me. Prima fra tutti David Allen l’ideatore del metodo GTD “Get things done” autore dell’omonimo libro e guru di fama mondiale nell’ambito della produttività.

Altra fonte di cultura e di ispirazione sono stati i podcast, due tra tutti “Beyond the todo list” di Erik Fisher e “The extreme productivity podcast” di Kevin Kruse.

Fonte di ispirazione è stato il metodo di scrittura dello sceneggiatore Dustin Lance Black, premio Oscar nel 2009 per “Milk” e autore di “J. Edgar” e “When we rise” raccontato nel video della serie Creative Spark del canale YouTube Academy Originals.

In tutto questo l’unica cosa importante è che il mio metodo fa andare a dormire sereni me e i miei colleghi di studio e mi risparmia qualche minuto (non troppi, non sia mai) durante la giornata. Forse questa è la cosa più importante, dopo tutto quanti sono i professionisti che dormono sereni la notte?

La verità che il mio metodo non è nato un giorno, è stato un evoluzione di piccoli accorgimenti e strumenti sedimentati nel tempo e frutto di studio della produttività sfruttando i tragitti casa-lavoro lavoro-casa per ascoltare podcast e i momenti morti in coda alle poste per leggere un paginetta di un libro sullo smartphone.

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Il sistema di archiviazione che consiglio ai praticanti

I primi giorni di un praticante avvocato nello studio dove si svolgerà la pratica sono un giro di montagne russe. Almeno per me è stato così. Certo alcune questioni che vengono sottoposte al neo praticante riesumano vecchi ricordi di un qualche esame passato durante una sessione estiva con un meritato 23, ma per il resto si è un naufrago in balia dei flutti.

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